La cometa Lovejoy, già osservabile in queste notti benché molto debole, e il 20 marzo una insolita eclisse anulare-totale di Sole riservata a chi potrà regalarsi un viaggio nel Grande Nord, alle isole Svalbard o alle Faroer, mentre dall’Italia si vedrà soltanto un’unghiata nera sul Sole. Cose per gente ricca o per astrofili raffinati. Ma fortunatamente nel 2015 il palcoscenico del cielo offrirà anche un grande spettacolo democratico, visibile da tutti, a costo zero, dalle Alpi alla Sicilia. Tenetevi libera la sera del 28 settembre: assisterete a una eclisse totale di Luna davvero speciale. Sarà lo spettacolo astronomico più affascinante dell’anno. Vedremo la Luna sorgere proprio mentre, dalla parte opposta, il Sole cala sotto l’orizzonte. Il disco lunare sarà particolarmente grande perché, per un caso abbastanza raro, il nostro satellite si troverà nel punto della sua orbita più vicino alla Terra, ad appena 356.877 chilometri, e quindi apparirà maggiore del 12 per cento rispetto alla media. Sarà, insomma, quella che ora stucchevolmente i media definiscono una «superluna». Ma poco dopo la sua comparsa il disco lunare entrerà nella penombra della Terra, ancora quasi impercettibile, e poi nell’ombra, che invece si staglierà rotonda sul disco lunare e poco per volta lo inghiottirà fino a oscurarlo completamente. Allora la Luna sarà nera come quella dei tarocchi, o meglio rossastra, un rosso tenebroso che ricorda i riflessi del rame, e infatti gli astronomi parlano di «colorazione cuprea».

La luna nera

E’ un fenomeno ancora capace di sorprendere l’umanità del terzo millennio. Ci mette davanti all’evidenza che la Luna è un sasso scuro, la luce candida che fa così romantiche le notti, è luce riflessa. Cosa che razionalmente sappiamo benissimo, ma una cosa è la conoscenza teorica, un’altra l’esperienza diretta, tanto che il filosofo Roberto Casati (Ecole Normale di Parigi) qualche anno fa, affascinato di fronte a un’eclisse totale di Luna sentì il bisogno di scriverne un libro, La scoperta dell’ombra.  Speciale ma elitaria è anche l’eclisse di Sole del 20 marzo. Avverrà in coincidenza con l’equinozio di primavera, cioè nel giorno in cui per la prima volta dopo una notte di sei mesi il Sole tornerà a illuminare il Polo Nord. L’eclisse sarà anulare per chi la vedrà all’alba o al tramonto, rispettivamente a Sud e a Nord della Groenlandia, e sarà totale tra questi due estremi lungo una fascia che lambisce il Sud dell’Islanda e investe le isole Faroer e Svalbard. Qui il disco del Sole sarà completamente oscurato per più di due minuti e si potranno ammirare la corona color madreperla, la rossa cromosfera e le protuberanze color albicocca. Beato chi potrà andare fino a quelle latitudini sub-polari. Per noi la Luna coprirà al massimo circa la metà del Sole. Meglio che niente, ma attenzione agli occhi!  Altri spettacoli interessanti ma «normali» offriranno Giove, che culminerà a mezzanotte il 6 febbraio, Saturno, in opposizione il 23 maggio, e la Luna, che il 29 ottobre alle 22,40 occulterà Aldebaran, la stella più brillante della costellazione del Toro. Meteore di San Lorenzo con il massimo alle 4 della notte del 13 agosto e Leonidi il 17 novembre alle 11 di sera, entrambe favorite dall’assenza della Luna. 

Le sonde spaziali

Cose ben più straordinarie nel 2015 ci mostreranno le sonde spaziali. Il 6 marzo la navicella della Nasa «Dawn» entrerà in orbita intorno a Cerere, il maggiore degli asteroidi che si aggirano tra Marte e Giove, 950 chilometri di diametro, scoperto da Giuseppe Piazzi la notte di capodanno del 1801. Intanto la sonda europea «Rosetta» inseguirà la cometa Churyumov-Gerasimenko fino al punto della sua orbita più vicino al Sole, che raggiungerà il 13 agosto, e forse il calore risveglierà il lander «Philae», sceso sulla cometa il 12 novembre scorso. Un’altra sonda della Nasa, «New Horizon», al termine di un viaggio iniziato il 19 gennaio 2006, finalmente il 14 luglio di quest’anno raggiungerà Plutone, considerato il pianeta più lontano del sistema solare dal 1930 al 2006, quando in assemblea plenaria gli astronomi lo declassarono a «pianeta nano». Per non parlare di Marte, dove il robot «Curiosity» continua la sua esplorazione inviandoci ogni giorno meravigliose cartoline.

Da La Stampa del 04/01/2015
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