Correzione dei compiti in classe

Scienze naturali 5^ scientifico 13/03/2015

La teoria della tettonica delle placche, proposta da Parker, Hess e altri alla fine degli anni ’60 è una teoria unificante, poiché chiarisce attraverso un unico meccanismo la genesi dei fenomeni vulcanici, sismici, l’orogenesi e il movimento indiretto dei continenti, già evidenziato fin dall’inizio del secolo. Secondo questa teoria, ancora oggi ritenuta valida, la litosfera terrestre è suddivisa in una ventina di placche, in movimento lento e continuo tra loro, sopra l’astenosfera. Tale movimento trova la sua causa prima nella risalita di materiale molto caldo dagli hot spot.  I margini di tali placche possono essere convergenti o distruttivi, definendo la formazione di sistemi arco-fossa, a causa della subduzione per margini a diversa densità o l’orogenesi, per accavallamento delle placche. Possono essere  divergenti o costruttivi, come nel caso della dorsale oceanica o della rift valley continentale, dove il magma risale dal mantello formando il nuovo fondale oceanico. Possono essere, infine, trasformi o conservativi, come nel caso delle faglie trasversali alla rift valley della dorsale.

Spiega la teoria della deriva dei continenti.

L'attuale posizione delle terre emerse non è la stessa di parecchi milioni di anni fa. A scoprire per primo il possibile spostamento dei continenti è stato A. Wegener. Le prove sulle quali lo scienziato si è basato per avanzare le sue ipotesi sono basate sulla struttura dei continenti attuali: confrontandone i margini è possibile presupporne un'antica unione. Questa viene detta prova geografica. Le prove paleontologiche sono basate sullo studio delle tracce fossili di vita animale e vegetale, appartenenti alla stessa specie, presente sui vari continenti. Sono stati trovati resti fossili di un piccolo rettile (Mesosaurus) sia in Brasile che in Sudafrica e di una pianta (Glossopteris). Questo dimostra che in passato quelle aree fossero contigue come evidenziato dalla teoria della speciazione. Le prove paleoclimatiche sono basate sul ritrovamento di rocce elaborate da ghiacciai in Africa, Brasile e India, luoghi dove attualmente non è presente un clima glaciale, mentre sono stati trovati giacimenti di carbone in Antartide e in Australia. Solo riunendo i continenti nella Pangea e spostandoli più a Sud, le fasce paleoclimatiche riacquistano coerenza.

Spiega e chiarisci l’importanza della teoria dell’espansione dei fondali oceanici.

All’inizio degli anni ’60 Hess elaborò la teoria dell’espansione dei fondali oceanici, in seguito alla scoperta della dorsale oceanica. Secondo Hess, dalla rift valley che percorre la dorsale oceanica, fuoriesce magma basaltico, proveniente dal sottostante mantello. Esso si sposta poi lateralmente sui due fianchi della dorsale, solidificando, provocando così l'espansione dei fondali oceanici alla velocità di pochi centimetri all'anno.  La formazione di nuova litosfera deve essere compensata dalla distruzione della vecchia litosfera in corrispondenza delle zone cosiddette di subduzione. L’ interpretazione delle anomalie magnetiche presenti nelle rocce del fondale oceanico, fornita da Vine e Matthews, diede un forte contributo e una successiva conferma  alla formulazione della teoria dell’espansione dei fondali oceanici. La teoria permise di abbandonare completamente il concetto di deriva dei continenti e di considerare la formazione di un oceano fondamentale nell’evoluzione della superficie terrestre.

Cosa sono i punti caldi? 

Gli hot spot sono punti nei quali magma molto caldo risale sulla superficie terrestre, indipendentemente dal movimento delle placche, attraverso flussi di magma definiti pennacchi. I punti caldi si manifestano attraverso la formazione di isole vulcaniche intraplacca, come nel caso delle isole Hawaii. Lo studio dei punti caldi è estremamente importante, in quanto essi sembrano essere l’origine dei movimenti convettivi presenti nel mantello, e quindi sembrano essere  motore e causa prima del movimento delle placche.
Questo è ancora oggi uno dei punti maggiormente dibattuti nella teoria della tettonica delle placche, poiché non tutti gli studiosi concordano con la struttura degli hot spot. I punti caldi, data la loro sostanziale stazionarietà rispetto alle placche litosferiche che si spostano, rappresentano un valido strumento per la comprensione e la conferma delle teorie della Tettonica delle Placche. Non si è nemmeno, definitivamente, certi che la loro posizione sia realmente fissa nel tempo.