Ciclo di Wilson

 

Il ciclo di Wilson prende il nome da uno degli scienziati che per primi proposero la teoria della tettonica a placche. La teoria fu una vera rivoluzione nel campo della geologia, una visione innovativa della dinamica della crosta terrestre che in pochi anni fu accettata dalla comunità scientifica internazionale.

Con il termine ciclo di Wilson si fa riferimento alla ciclicità dei fenomeni di apertura e chiusura dei bacini oceanici, cioè di quei processi evolutivi molto complessi che comportano la creazione e la distruzione degli oceani. Queste situazioni possono essere ricostruite soprattutto in base allo studio della geologia dei continenti ed in particolare delle rocce, alcune delle quali, come le ofioliti, sono i relitti di un antico oceano.

Ad esempio, l’Oceano Pacifico si è aperto circa 300 Ma fa e si chiuderà completamente tra 200 Ma, da ciò si può dedurre che il ciclo di vita di un oceano è di circa 500Ma.

Questi processi sono attivi probabilmente già dall’inizio del Proterozoico (2500 Ma circa) e perciò nel corso della storia della Terra moltissimi possono essere stati i cicli di apertura e chiusura degli oceani.

Un’altra storia significativa è quella dell'oceano Atlantico. Nel Precambrico (650 Ma) l'antico supercontinente si spaccò dando luogo alla prima apertura e alla formazione dell'antico oceano tra le masse continentali americana e africana. Dopo molti milioni di anni il processo di divergenza si esaurì ed iniziò il restringimento, inizialmente con l’instaurarsi sul lato americano di una fossa e di zona di subduzione e la conseguente formazione di una catena montuosa simile alle attuali Ande.

Il processo di restringimento proseguì fino alla completa consunzione del fondo oceanico. A seguito della chiusura dell’oceano e dello scontro tra le due parti continentali (America e Africa), si formò la catena montuosa dei monti Appalachi, simile all'attuale Himalaja. Adesso i prolungati processi erosivi hanno spianato gli Appalachi, fino a ridurli a poco più di rilievi collinari.

Lo scontro perdurò all’incirca tra 350 e 220 Ma e, successivamente (180Ma), proprio in corrispondenza della zona di sutura si verificò il rifting ed una nuova apertura dell'oceano la quale è tuttora in atto.

La ragione di questa coincidenza tra punti di scontro e di successiva apertura sembra essere dovuta alla resistenza della litosfera continentale che diminuisce con l’aumentare dello spessore della crosta. Perciò i grandi spessori crostali nelle zone di sutura le rende probabili sedi di rifting futuro.