Fabrizio De Andrè

Anime salve

Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia.
Sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
Sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
Ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e non basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
I futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
Mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia

 

 

Il titolo dell'album si rifà all'etimo delle due parole, "anima" e "salvo", e vuole mantenerne il significato originario di "spirito solitario". Nel verso ";mi sono visto di spalle che partivo" della canzone omonima già si accenna al rifiuto della identità anagrafica, cioè del personaggio costruito da una autorità che vuole imporre a ciascuno di stare al mondo o al proprio posto; la solitudine, che in questo caso consiste in una scelta autonoma, consente di non stare nel mucchio: la sola condizione idonea a non essere contaminati da passioni di parte è uno stato di tranquillità dell'animo che permette di abbandonarsi all'assoluto, alle sue immagini e alle sue voci, interiori ed esterne, senza marchi posticci. “… adesso vi faremo ascoltare alcuni brani tratti dall’ultimo disco Anime Salve scritto insieme ad Ivano Fossati. E’ un disco che ha come tema fondamentale quello della solitudine, la solitudine che deriva da emarginazione il più delle volte, a meno che uno non se lo voglia scegliere volontariamente. Una emarginazione che trae origine da comportamenti desueti e diversi da quelli della maggioranza degli esseri umani, e ciò deriva dal fatto che certe persone nascono per curiosi casi del destino, in qualche misura che potrebbero chiamarsi scherzi della natura: un individuo nasce maschio ed ha dei sentimenti, io direi, una spiritualità completamente femminile; questo individuo viene scritto all’anagrafe in quanto maschio e da li comincia una slavina di difficoltà, di tormenti, di sensi di colpa, di dolore alla fine dei conti. E’ il caso di “Princesa “e delle molte princese che convivono in mezzo a noi. Ma immaginazioni dovute anche a comportamenti desueti e diversi dovuti alla aridità di colture millenarie che certi popoli si portano dietro a cui non hanno nessuna intenzione di rinunciare: è il caso del popolo Rom quello che noi volgarmente chiamiamo zingari,prendendo a prestito il termine da Erodoto che li chiamava Tzinganoi , diceva che era un popolo che veniva da sud-est Asiatico dall’India, che parlavano una strana lingua che poi si è scoperto essere il Sanscrito e che facevano il mestiere se mestiere lo si può considerare , quello del mago e dell’indovino. E quindi un popolo che gira il mondo da più di duemila anni afflitto o affetto .. io non so come meglio dire , ma forse semplicemente affetto da quello che gli psicologi chiamano ”dromomania“ cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare del non fermarsi mai un po’. E’ un popolo secondo me che meriterebbe , per il fatto stesso che gira appunto il mondo da duemila anni senza armi , meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo. Purtroppo, i nostri storici e non soltanto i nostri, preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali , ma in quanto organizzati in nazioni se non addirittura in stati: e si sa che il rom non possedendo territorio non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli Zingari rubano, è vero, hanno rubato anche a casa mia, si accontentano però dell’oro e delle palanche, l’argento non lo toccano perché secondo loro porta male , lascia il nero. Quindi vi accorgete subito se siete stati derubati dagli zingari; d’altra parte si difendono come possono : si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali.. buona parte dei Rom erano e sono artigiani, lavoratori di metalli in special modo del rame e addestratori di cavalli e giostrai in tutti i mestieri che purtroppo sono caduti in disuso. Gli zingari rubano , è vero, però non ho mai sentito dire non ho mai visto scritto da nessuna parte che gli zingari abbiano rubato tramite banca, e questo a me pare che sia un dato di fatto…. E’ inutile ricordare … forse qualcuno lo sa, qualcuno non lo sa d’altra parte gli zingari sono talmente costretti a vivere nel presente, che hanno poca memoria ed è difficile sentire raccontare da uno zingaro quello che gli è successo in un campo di concentramento.. è stato proprio per merito degli ebrei che noi abbiamo saputo degli zingari in un campo di concentramento. Bene, detta così sembrerebbe che il disco si rivolga soltanto alle minoranze emarginate, ma credo che questo sia riduttiv, io penso proprio che queste persone o questi gruppi di persone difendendo il loro diritto a rassomigliare a sé stessi, difendono solo la loro libertà, quindi penso che Anime Salve sia un disco soprattutto sulle libertà.

 

(Discorso introduttivo alle canzoni del disco Anime salve)